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Una fila di lampioni reali corre lungo la passerella, sfrecciando in una proiezione virtuale sul fondo della scena. Anche l’uomo di Armani parte ma non va per la tangente: viaggia come tanti modelli proposti in questi giorni, ma con una pulizia estetica che lascia a casa ogni eccesso da avventura estrema. Sia essa fisica, mentale o culturale. Una spedizione interiore di nome e di fatto, perché i blazer di lino e cotone sono letteralmente scarnificati e la pelle svuotata.

Maioliche caraibiche

Il percorso silenzioso dello stilista, che ha chiuso le sfilate di Milano Moda Uomo primavera estate 2017, diventa iconograficamente visibile nei motivi floreali e geometrici di maioliche caraibiche: giusto un soffio in tonalità neutre che la sfiora le camicie e spolvera le giacche di maglia. “Sono decori che ho visto a Cuba – spiega Armani – ma non ho voluto ufficializzarne la fonte, perché nel frattempo Chanel aveva sfilato a L’Havana”.

Sweet Dreams

La collezione scivola come una brezza rinfrescante, anche perché le braghe sono molto più abbondanti del solito con anche tre pinces. “Certo – precisa subito lo stilista – stanno bene solo a uomini alti. Io per esempio non li potrei indossare. Però, ero stufo di vedere quei pantaloni “a sigarettina” che fanno le gambette asfittiche”. Fatto sta che tutto sembra portabilissimo con facilità nella vita quotidiana. Non a caso, nella colonna sonora entra una versione soft…

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Foto di Anna Scialla

 

Alla presentazione di Billionaire Couture, marchio di Philipp Plein, lo stilista ha condotto gli ospiti a gruppi di dieci in un privè stile “Eyes Wide Shut”. Il pubblico fornito di una maschera si è imbattuto in figuranti con falconi e prestigiatori. Quindi il colpo di scena: una donna apre il lungo mantello nero sul corpo nudo con i genitali depilati. Ma non è tutto, perchè nella camera successiva, un maschio barbuto posa come un discobolo, anch’esso senza veli. Per la cronaca il modello si chiama Gianluca Di Sotto, nomen omen. Le provocazioni proseguono nella terza stanza con un altro nudo integrale. In quest’orgia nessuno fa caso ai vestiti. Ma il “prodotto” si è visto lo stesso.

 

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Il gioco è sempre lo stesso, divenuto l’inconfondibile impronta che ha rianimato Gucci. Ma le mescolanze dissonanti di Alessandro Michele per la maison, riescono sempre a sorprendere e a spiazzare, “perché faccio comunicare cose che non avevano mai comunicato tra loro”. E qui sta la formula vincente del talentuoso direttore artistico che si definisce “un archeologo”. Non a caso, ha ridisegnato il logo della griffe in caratteri spigolosi da epigrafe romana, che poi sono quelli che usò Tom Ford per l’indimenticabile ricamo “suck me” sulle skipper di velluto.

Questa stagione nel gioco delle confusioni/trasfusioni, entra il mare con simboli mutuati dai tatuaggi, timoni ricamati e velieri stampati, ma anche ammiragli con i soprabiti decorati da doppie file di bottoni metallici e skipper con i berretti e anti pioggia di cerata rossa. Aumentano inoltre gli elementi cartoon, primo fra tutti Paperino, ricamato sul dinner jacket di raso bianco.

Le ammiraglie sanitarie

Descrivere nel dettaglio il tripudio di decori dei capi preziossimi, ad alto tasso di sete orientali, è quasi impossibile. Resta comunque arduo immaginare attraverso le parole, il minuzioso agglomerato di segni affastellato in ogni minimo dettaglio, ai confini del maniacale come la casa museo di Gabriele d’Annunzio con 8000 suppellettili. Idem, per le forme che ne contengono sempre due, tre, quattro… per ogni capo come una matrioska. Se il nuovo modello di pantaloni è una potenziale tuta da ginnastica ma confezionata con…

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Fuori piove: dentro, coincidenza tutt’altro che casuale, la passerella di Prada tesse l’elogio allo spolverino e al k-way di nylon lucido come la seta. L’uomo della designer si attrezza per “i tempi” e non solo quelli metereologici. Così, questo sfidante dell’attualità, ha sempre uno zaino da esploratore (del mondo) “nel quale si porta appresso la vita”: parola di Miuccia. Dall’accessorio penzola una cascata di attrezzi per ogni evenienza, (c’è anche l’ombrellino pieghevole?). Sicchè, la silhouette è scomposta, instabile e incerta. Sale e scende come la passerella, in voluto effetto senza baricentro a immagine e somiglianza del momento storico. Anche gli stivaletti sono un ibrido tra galosce antipioggia e calzari da surf: sport acquatico che ormai si può praticare anche nelle pozzanghere delle strade bucate in città.

I tacchi escono dallo zaino: anche l’accessorio fa outing

Su quest’onda di attualità, sfila anche un assaggio della cruise. femminile. Ma non cambia la logistica delle attrezzature. Persino negli abiti a palloncino da cocktail “shakerati” con elementi del k-way. Per non parlare dell’accessoristica: borse a due manici, in cui penzolano pure le scarpe con i tacchi alti; di ricambio per i sandali piatti ai piedi. Geniale!

A dire il vero, gli stiletti sbucano anche dallo zaino dei maschietti come peraltro un abito “grigio” da lavoro. Se è vero – come dice la stilista – che “nello zaino ci portiamo la vita”, tanti ne hanno…

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In prima fila da Richmond c’è Roberto Formigoni in versione super cool: camicia aperta senza cravatta, pantaloni corti sui mocassini senza calze. Le mani nel portafoglio (il suo) sono una pura casualità.

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Nelle stampe hard di Richmond corpi di ogni sesso si annodano e si sovrappongono come Laocoonte con i serpenti. “Un messaggio d’amore globale – dichiara il pirotecnico industriale Saverio Moschillo – e su come si fa l’amore: sussultorio e ondulatorio”.

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DOLCE&GABBANA UOMO ESTATE 2017 (6)

Mettiamo che nel 2017 si esca dalla crisi e succeda un po’ come nel ’77, quando dopo un periodo buio esplose la voglia di vivere e divertirsi amplificata dal boom delle discoteche e dall’inaugurazione dello Studio 54 (prossimo dunque agli -anta). Dolce e Gabbana proiettano questa pre-visione ottimista sulla loro passarella in un’esplosione di musica, luci, ed effetti speciali. L’iconografia decorativa è dunque legata agli strumenti e alle silhouette dei musicisti che brillano sui capi ricamatissimi. Mentre, le forme esplorano dimensioni oversize che a tratti ricordano le giacche degli zazous: sub cultura di origini francesi a base di jazz e individualismo, che esplose in America, guarda caso nel dopoguerra.

Ciò che colpisce, tuttavia, è l’insieme dello spettacolo nel quale i due stilisti sono sempre più bravi e astuti.

Jazz dance

In passerella ci sono enormi lampioni a forma di palma dorata: riferimento alla pianta tipica della Sicilia? All’albero sotto il quale nacque il jazz da neri della Lousiana? Fatto sta che la sfilata è scandita dalle note live della band jazzista Hot Sardines. Nell’attesa dello show, tuttavia, un DJ dal vivo mixa brani di disco music. A suggellare il messaggio e il riferimento, il titolo del party che seguirà in serata: “dance…dance…dance…”.

Felpe, caftani, cartella-radio

La mescolanza dei generi incalza nella collezione, dove a fianco dei classici e impeccabili tuxedo, ricami e paillettes un tempo da dandy, si accendono anche su felponi da rapper:…

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Dsquared2

Su un tacco 16 con tanto di plateau, hanno preso il via le sfilate di Milano Moda Uomo P/E 2017. I Dsquared2 hanno così reso omaggio a David Bowie di Ziggy Stardust e non ai Cugini di Campagna come potevano pensare i più pop. Il tema della collezione infatti è il glam/rock, ma mescolato allo street e viceversa. Fa testo il kilt mimetico ricoperto di paillettes sui pantaloni cargo coordinati. Che senso ha far sfilare certe gag per un mercato più che particolare in un momento di crisi che richiederebbe massima concretezza? “Questo è lo show – rispondono gli stilisti-. Il prodotto è nel campionario che abbiamo già venduto”. Del resto, è quasi superfluo chiedere a creativi, come i due gemelli canadesi, adesione alla realtà. A tendenziosa (?) domanda “cosa ne pensate della Brexit?”, i due Peter Pan replicano ignari: “Cos’è?”.

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Nell’ambito della Biennale del Disegno di Rimini, domenica 29 maggio alle ore 15.30, alla Sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini, prende il via la giornata di studi FF: Fellini e Fornasetti, temi e variazioni. L’evento a cura del giornalista Gianluca Lo Vetro sarà introdotto dall’assessore alla cultura del Comune, Massimo Pulini con una riflessione su Claude Mellan. In cattedra Barnaba Fornasetti, erede di Piero Fornasetti.

Gli appuntamenti

La giornata prevede due momenti+1:

1) FF: Fellini e Fornasetti, temi e variazioni. Grafica cinemato- grafica
Lesson multimediale con Barnaba Fornasetti a cura di Gianluca Lo Vetro. Introduce l’assessore Massimo Pulini con riflessione su Claude Mellan. Interviene Daniela Lorenzi, stampatrice del volume Tema e Variazioni. The first series 1-100.

(Ore 15,30. Sala del Giudizio del Museo della Città. Evento aperto al pubblico).
Per la prima volta il genio grafico di Fornasetti e quello cinemato-grafico di Fellini verranno confrontati, mettendo in luce le numerose e sorprendenti affinità tra questi due talenti. Non a caso, Fornasetti è stato più volte definito “il Fellini della grafica”. Si dice addirittura che l’uovo col volto del regista nel film La città delle donne, sia una creazione di Fornasetti… Di certo

i due artisti hanno condiviso una passione per l’immaginario erotico al centro della mostra Federico Fellini, disegni erotici sempre nella cornice della Biennale. Durante l’incontro verrà analizzato anche questo…

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L’ultima della serie è Alessandra Facchinetti che trasloca da Tod’s dopo pochissimi anni di direzione artistica. Tuttavia, il balletto di stilisti da una maison all’altra (licenziati o dimissionari?) dura da un po’ e i suoi ritmi frenetici, quasi comici, non si placano. Ma se non si lascia il tempo ai creativi di far crescere i loro progetti, come si può mettere a punto prodotti “maturi”? Il quesito che vale anche per tanti altri settori compresa l’editoria, si fa più ancor più spinoso nel prêt-à-porter di lusso. Laddove il prodotto di qualità, solido e duraturo, dovrebbe combattere la concorrenza del fast fashion, usa e getta. Altrimenti perché, pagarlo di più?