Alla S. Messa non c’era mai arrivato nessuno. In occasione dei loro eventi speciali gli stilisti si inventano di tutto. Ma solo un outsider come Angelo Marani il 9 novembre ha pensato di invitare la stampa ad una funzione religiosa nel Duomo di Modena. La sera prima al teatro Bonifazio Asioli di Correggio aveva presentato la collezione Cine Marani: 10 capi storici ispirati alle locandine dei più grandi successi cinematografici di cui lo stilista è collezionista. A incorniciare l’esposizione un concerto di Amii Stewart e Andrea Griminelli, primo flautista italiano. Quindi, la mattina successiva, appuntamento in chiesa per una liturgia accompagnata dai canti Gregoriani, davvero toccante. Anche per i mangia preti come il sottoscritto. Segno  – se non sono prossimo all’estrema unzione – che c’è proprio bisogno di spiritualità e che la monotonia di tante mondanità ha davvero stufato. Tanto più, che ai party della crisi la gente ha smesso di cercare spasmodicamente le persone più importanti: semmai è costretta a fuggire da quelle meno importanti (ormai quasi tutti) a caccia di opportunità.

Messa e juke box

Persino il sermone del prete ha fatto vibrare le coscienze: “le cattedrali del passato – ha sentenziato – nella loro solennità parlano della presenza di Dio, ma quelle costruite adesso, fra cento anni comunicheranno un messaggio ben diverso”. Basti pensare a un  “luogo di culto” in senso lato come Canale 5, vicinissimo “all’indicazioni” via Olgettina. Per non parlare di banche, borsa etc. Colmato lo spirito, si è provveduto a riempire la pancia nello storico ristorante da Oreste dove era di casa Enzo Ferrari. La presenza di un Juke box ha conciliato l’improvvisazione di un dancing dove Marani ha aperto le danze, coinvolgendo i suoi ospiti. E vai col liscio! E l’entusiasmo. Altro segno dei tempi: c’è bisogno di spontaneità e verità, parole benedette per assolvere il peccato della finzione che manda all’inferno le nostre esistenze.