COMUNICATO STAMPA

A metà giugno esce in libreria Fellini e la moda, percorsi di stile da Casanova a Lady Gaga (Bruno Mondadori, 142 pagine, 18 euro) di Gianluca Lo Vetro, giornalista e docente di Attualità della Moda presso l’Università di Bologna.

Il volume tra le rare pubblicazioni del rapporto di Fellini con la moda, accosta questo volto inedito del regista riminese, precursore di svariati fenomeni di costume e stili di vita, ai protagonisti del fashion system. Stilisti che con i loro mondi e le loro idee, hanno messo in luce affinità o, per contrasto, hanno preso le distanze dall’immaginario felliniano.

Fellini e la moda, la moda e Fellini: un percorso ricco e affascinante dal guardaroba del regista ai costumi di Lady Gaga, attraverso i modelli di Dolce e Gabbana, Etro, Moschino e Jean Paul Gaultier. In otto capitoli e mezzo. Senza finale.

Il volume s’inserisce nella collana scientifica, “Culture, moda e società”, promossa dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna – Campus di Rimini e diretta da Federica Muzzarelli.

 Primo atto: Fellini e la moda.

Nella prima parte, si prende in esame il rapporto pressoché inesplorato tra Fellini e la moda. Nonostante, per esempio, il regista abbia tratto ispirazione da un abito a sacco di Balenciaga per La dolce vita e da un bikini per il film Roma. Per contro il maglione dolce vita, a dispetto delle tante citazioni antistoriche, nell’omonimo film non compare indosso a Marcello Mastroianni.

Esplorando i rapporti tra Fellini e la moda, emerge che Federico fu direttore di un numero speciale di Vogue France contenente un fotoromanzo in cui Marcello Mastroianni veste i panni di Mandrake e un servizio sul fashion and food che cita il lavoro di René Gruau nella pubblicazione La cuisine cousu-main, profetizzando le contaminazioni tra cucito e cucina.

L’analisi prosegue con il rapporto all’insegna del “realismo creaturale” tra Fellini e 3 modelle atipiche: Capucine, Donyale Luna e Nico.

La prima parte del libro si conclude con un raffronto tra il guardaroba di Federico e quello dei personaggi nei suoi film. Il Felliniario: Modyricon dalla A alla Z cataloga in ordine alfabetico tutti i capisaldi dello stile felliniano.

Secondo atto: la moda e Fellini

Nella seconda parte, si analizzano gli elementi dello stile del regista che sono confluiti nell’estetica degli stilisti più felliniani: l’excursus di Dolce e Gabbana dal realismo al surrealismo, l’onirico di Etro e la metafisica di Moschino. Un capitolo a parte è dedicato alle Fendi che Fellini chiamava “le sorelline”. (Carla ebbe un ruolo cameo nel film E la nave va).

Con Gaultier si apre invece il capitolo sull’omosessualità, elemento costante nella filmografia di Federico.

Senza Fine

Il secondo atto si conclude con un’analisi del nuovo fenomeno degli short movie che spesso attingono all’immaginario felliniano (si veda Castello Cavalcanti di Wes Anderson per Prada). Poiché, questo mezzo di comunicazione è relativamente giovane e certamente in divenire, il capitolo che gli è dedicato è numerato con un ½. Nel saggio dunque non compare la parola fine: un omaggio al grande regista che non la usò mai, ma anche il senso di una ricerca che continua online sul sito (http://link.pearson.it/8505E8BA) e sul blog di Lo Vetro, (www.televetriolo.com) dove è aperta la finestra Felliniario: modyricon dalla a alla z. Due indirizzi che si prefiggono di diventare una banca dati in progress del rapporto tra Fellini e la moda.