Si fa presto a dire camicia bianca. Ma quando si parla di Gianfranco Ferrè, l’argomento si sposta dalla moda all’architettura, sfiorando i confini dell’arte. Lo dimostra la retrospettiva La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè aperta al Museo del Tessuto di Prato sino al 15 giugno 2014. (Catalogo Skira). In esposizione, 27 camicie immacolate dell’architetto della moda. Una testimonianza certamente relativa del genio di questo stilista ma sufficiente a dare un’idea di come e perché, un capo basico sia diventato iconico dell’alfabeto stilistico di Ferrè. (Per esporre tutti i codici del suo DNA, non basterebbe Versailles). Determinanti per la riuscita dell’esposizione, i video che mostrano le camicie in passerella, animate da straordinarie modelle come Pat Cleveland (guarda lo short movie) ma soprattutto le foto dei modelli scattate col sistema X-ray: una sorta di lastra/schermografia che svela come un indiscreto metal detector, l’anima dell’indumento. Dunque, il progetto della sua struttura e la spettacolare esecuzione.