Della passione per le pellicce di Fellini si parla diffusamente nel paragrafo del cap.VI dedicato a Fendi, Il regista e le sue sorelline. Bisogna tuttavia, aggiungere che il regista aveva una predilezione assoluta per le stole, molto in voga tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Gran parte delle donne social ne La dolce vita sfoggiano quelle di visone sui classici décolleté da sera. L’Anitona/Sylvia si protegge invece dall’impatto con la movimentata notte romana, avvolgendosi in un immenso renard di volpe bianca, prima del famoso bagno nella Fontana di Trevi. Più rare le pellicce intere che il Maestro non risparmia nemmeno al bel Marcello. Nel documentario Block notes di un regista, il divo viene ripreso mentre prova una serie di capi in quello che oggi definiremmo uno shooting. Tra questi capi non passano certo inosservati un cappotto di cammello col collo di pelliccia e addirittura un visone nero.

Fellini amava anche i peli maculati che hanno reso celebre lo stilista Roberto Cavalli: Marilena Alba Vellardi sfoggia un leopardo sul braccio ne Lo sceicco bianco, mentre Sylvia ne La dolce vita spalanca davanti ai fotografi, al suo arrivo a Fiumicino, un capo spalla foderato di vello bicolore effetto zebrato. Probabilmente il regista identificava con queste fiere una donna felina come si può supporre guardando il suo schizzo di una donna leopardo.

Detto questo Fellini era contrario alla caccia come si evince dal bozzetto: “Basta con la caccia, a Marcello con amicizia”, nel quale Fellini con la faccia nell’ovale di un uovo appare imbronciato. Seguono altri due disegni: Marcello inseguito da un elefante e Marcello sotto tiro di un uccello.