È un apparato quasi costante degli scenografici cappelli di cui sono ornati gran parte dei personaggi femminili del mondo felliniano. A partire da Vanda nel film Lo sceicco bianco. “Per Fellini –spiega Angelucci- rappresentavano il primo passo della seduzione: il mistero ma anche il primo pezzo da togliere per vedere cosa c’era sotto. L’atto iniziale di una donna che si spoglia”. Lo spogliarello completo, l’apoteosi mistica, arriverà ne La dolce vita.