Roba da 007. Al termine delle sfilate, si scopre che nella borsa di una modella di Ermanno Scervino, c’era una telecamere Go Pro. L’aggeggino mimetizzato tra le squame del pitone, ha ripreso il prima, il dopo e il durante della passerella (guarda il video). Un altro occhio, da un altro punto di vista (la pedana), si aggiunge così, all’informazione reality. E il cronista in prima fila si trasforma da spettatore specializzato in “sorvegliato” speciale.

Da giornalista a cavalletto

Torna alla mente la lungimiranza di Pedro Almodóvar che già nel 1993 nel film Kika, piazzò una telecamera in testa a una giornalista per riprendere in tempo reale, ciò che viceversa avrebbe dovuto descrivere. Per la stampa disposta a dotarsi di questo medium supplementare, si profila una nuova era in cui potrebbe essere superfluo guardare: col rischio che l’inviato diventi un cavalletto umano che porta a spasso un occhio elettronico.  E in quanto tale, acritico. Nel bene e nel male.