Day by day, appunti dietro le quinte e fuori dalle righe sulle sfilate di Milano Moda Donna primavera/estate 2017.

ANTEPRIMA: COSE DA NON DIRE

Gli eventi iniziano il giorno prima del calendario ufficiale. Giuliana Cella presenta il suo kimono Inter Caraibico indosso ad Alessia Ameri, dal sesso enigmatico. Le televisioni si buttano a pesce. Ma Alessia torna in tutta fretta a casa senza concedersi alle telecamere. “Verrò in trasmissione a breve quando uscirà la mia biografia”.

In serata, lancio della capsule di Elena Mirò disegnata da Vanessa Incontrada. Anche qui c’è una certa reticenza. In questo caso a parlare di linee curvy. Nonostante il concetto sia abbondantemente sdoganato. Poi si guarda il pubblico intervenuto al party e si vedono certi eccessi che…non diciamo altro perché se la signora in tubino di pizzo ci tira un cazzotto, ci stende.

1°DAY: IL VALORE DELLA CULTURA, 54 MILA EURO AL DI’

Da Gucci sfilano zeppe monolitiche di legno che sembrano i sandali giapponesi geta. “Invece – chiarisce il designer del brand Alessandro Michele – sono le calzature che indossavano le cortigiane a Venezia nel ‘700”. Errore. Si tratta delle ciopine che calzavano tutte le donne, compresa la moglie del Doge, perché le strade della Laguna erano allagate. I trampoli erano talmente alti che le dame dovevano uscire sostenute da due valletti. Utili, anche a controllare che la signora si comportasse bene.

Renzi inaugura la settimana con un pranzo ufficiale al quale interviene tutto il gotha del sistema. “Lasciamo perdere quello che ha detto il premier” sibila un noto industriale. Al contrario si vocifera molto sul finanziamento di un milione e 190mila (300 sborsati dalla Camera della Moda e il resto dall’ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), che ha ricevuto la mostra Crafting the Future. Storie di artigianalità e tradizione al MUDEC fino al 13 ottobre, curata da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, (co-curatore Sara Maino, direzione artistica Luca Stoppini, coordi­namento Federico Poletti): 54mila euro al giorno. Peccato che duri così poco.

2°DAY: L’ELEGANZA (E LE INELEGANZE) MODERNE

Da Fendi in attesa che la pur garbata Silvia Venturini si conceda alla stampa italiana in coda a quella straniera, il pr inizia a chiosare la collezione. Ma noi non pigliamo appunti perché vogliamo virgolettare l’originale. Alla fina la stilista si concede. Sempre meglio di Jeremy Scott in passerella la sera con la collezione di Moschino, che non parla nemmeno ai giornalisti italiani. Adesso va di moda così. Emblematico, della considerazione per la stampa dello Stivale: che dovrebbe essere il filtro più selettivo della moda, rappresentando un paese leader del settore.

 

In serata sfila Prada. Nel tam tam di voci e misunderstanding riportati, l’invito di Miuccia a “riflettere sul termine eleganza che in certi casi potrebbe essere poco moderno”, viene “assolutizzato” in “l’eleganza non è più moderna”. Estremo che comunque ha sempre caratterizzato la ricerca nel brutto di Prada, facendone la “ricetta” del suo successo.

3°DAY: KRIZIA TORNA DAL FAMEDIO

Torna in passerella Krizia disegnata dalla sua proprietaria Zhu Chongyun. “Signora lo sa che Gucci ha citato un famoso plissé di Mariuccia Mandelli?”. “Sì ma noi siamo andati avanti prendendone solo alcuni elementi”. Krizia, quella autentica, dal 2 novembre riposerà in pace al Famedio (il tempio della fama del Monumentale di Milano) insieme a Umberto Eco e Alessandro Manzoni. “Ma perché nessuno ha dato la notizia?”, sembra sentirla imprecare dall’aldilà.

All’ora dell’aperitivo c’è il lancio delle borse di Belen e Cecilia Rodriguez marchiate Me Fui. All’appuntamento in calendario per le 18:30, le due belle sorelle si presentano dopo le 20. Bisogna spiegare alle neo stiliste che gli eventi di moda non sono comparsate in discoteca.

4°DAY: QUEL GIUBBOTTO DA 60 MILA EURO

Da Ermanno Scervino c’è la splendida Dalila Di Lazzaro in prima fila. Però non compare sulla lista dei vip diramata dall’ufficio stampa. “E’ un amica di famiglia”, si giustificano. Ed è verissimo.  Forse però oggi fanno più tendenza le blogger come Olivia Palermo, accuratamente segnalata tra gli ospiti ufficiali.

Gran fermento per l’apertura della boutique monumentale di Dolce e Gabbana in via Montenapoleone. Tutto è architettato come in una gioielleria. Anche i prezzi. Un giubbotto di coccodrillo costa 60 mila euro. Roba che lo devi lasciare al guardaroba con la guardia del corpo.

5 DAY: SCHELETRITI FUORI E BELLI DENTRO. PLIN PLIN

Praticamente l’ultimo palinsesto delle grandi firme. La mezza giornata successiva sarà “dedicata” – si fa per dire – ai giovani, tra partenze anticipate, diserzioni e addirittura sovrapposizioni. Un tempo c’era Armani a presidiare quest’ultima data un po’infausta, perché la gente e i giornali non hanno più soldi e tempo da spendere (anche per le tante sfilate inutili), quindi volano via. Ma re Giorgio si è stancato di trainare il carrozzone. Ed eccoci qua in una maratona sotto vuoto spinto. Per cosa? Richmond, ad esempio, con stampe di dinosauri scheletriti cavalcati da un ominide. Una chiara metafora dello stilista anglosassone, scomparso dalle scene poiché in causa col suo socio a metà, Saverio Moschillo che ora firma la collezione. L’industriale partenopeo esce in pedana con Dayane Mello, nota per aver calcato il red carpet al Festival di Venezia senza mutande. Anche oggi pare che non le abbia.

Fabrizio Corona, lui che le mutande le ha persino disegnate, torna in passerella da Barocco, ma elegantemente vestito da sposo. La collezione dello stilista partenopeo è dedicata a Saffo: sublime poetessa nota anche per la sua rara bruttezza. Ma l’importante è essere “puliti dentro”. Plin plin.

6° DAY: MONDI PARALLELI CHE NON SI INCOTRANO PIU’ 

Finalmente riusciamo ad andare al Fashion Hub nella tecno city, che dovrebbe essere l’ufficio stampa con punto di ristoro per i giornalisti (davvero fuori mano). Al buffet le main course sono crespelle e lasagnette. “Non c’è altro tipo carne o pesce?”. “Perché le non le basta?”, replica il cameriere.

Finalmente, spazio ai giovani come Lucio Vanotti, Ricostru e Piccione.Piccione. Quest’ultimo, al quale Giorgio Armani ha cortesemente offerto la passerella del suo spazio, è in calendario alle 13:30. Alle 13:15 però dall’altra parte della città, DSquared2 piazzano una bella conferenza stampa per annunciare che uniranno lo show femminile a quello maschile di gennaio. Poi ci invitano gentilmente a mangiare qualcosa e a rivedere la collezione andata in passerella la sera prima. “Scusate ma c’è il giovane Piccione.Piccione…”. “Ah non lo sapevamo”, ribattono stupiti gli addetti stampa. Siamo davvero su mondi paralleli che non si incontrano più.